Eredità e testamento - Asse ereditario e quota di legittima. Processo ereditario e indagini finanziarie



 

Buongiorno avvocato, Le riscrivo sempre da R.. Intanto voglio ringraziarLa per le sue precise ed esaurienti risposte al mio caso riguardo la successione ereditaria. Ora volevo precisare ed aggiungere alcune cose che sono successe prima della morte di mio padre: quando mio padre mi ha telefonato per convincermi a firmare per rinunciare alla parte del mio 1/6, e che di conseguenza io mi sono recato presso la sua abitazione per prelevargli la saliva utile alla prova del D.N.A.: mio fratello alcuni giorni dopo mi ha inviato alcuni sms con l´accusa di essere un LADRO, perché i soldi contenuti nel "famigerato" libretto postale da me "fraudolentemente sottratto" erano anche suoi per eredità legittima e quindi mi avrebbe perseguito legalmente!

A quel punto mi sono recato da un legale per inviare una raccomandata a mio padre e fratello, dove chiedevo che fine ha fatto il libretto esistente di mia madre cointestato con il padre e cosa contenesse: la risposta giunse alcuni giorni dopo con una telefonata (che ho registrato) diretta di mio padre sul mio telefono cellulare, che con urla e toni minacciosi mi ingiuriava che ero un Maledetto vigliacco e che mi sarebbe venuto immediatamente a sbudellare, per il fatto che avevo rubato quel libretto, e la prova certa l´aveva avuta tramite un impiegato delle poste. A quel punto ho fatto denuncia/querela a lui per minacce e per identificare il funzionario delle poste che gli avrebbe riferito tale falsa affermazione. La risposta che ho ricevuto dal procedimento legale per questa è denuncia, è che i soldi del libretto cointestati con mia madre erano anche i suoi e poteva disporne come voleva: Denuncia archiviata! Anche se la mia denuncia era per tutt´altro, e cioè: identificare il funzionario bugiardo.

Intanto mio fratello continuava a inviarmi sms con epiteti di ogni forma verbale e riferimenti diretti che ero un ladro, che erano anche soldi suoi e avrei pagato in legge per questo, a cui io ho risposto ai suoi sms in maniera relativamente normale riferendogli che nei miei confronti aveva tenuto un comportamento da "fratello carogna". Allora di conseguenza ho proseguito con una denuncia/querela anche verso mio fratello per le accuse di essere un ladro. Lui mi ha denunciato per molestie telefoniche e per avergli inviato sms con scritto che era una "carogna". Querele che sono tutt´ora in corso.

Poi volevo aggiungere che il fatto del"ripulisti" dei soldi contenuti nel libretto di mio padre da parte dei sudamericani, è sicuramente una "bufala" ideata da mio fratello per depistare e nascondere il fatto che quei soldi, a mio avviso, hanno già preso il volo da tempo verso qualche conto/deposito in Russia senza tracciabilità, sicuramente intestati al loro figlio di 8 anni e/o qualche altro famigliare della moglie. Così come anche il contenuto dei libretti di mia madre.

A questo punto le mie domande sono:

1) Dal momento che alla polizia municipale ho preso i nomi dei badanti sudamericani "incriminati" che abitavano insieme a mio padre da ben 8 anni e sono stati cacciati via da mio fratello verso la metà del 2007 quando ha visto che mio padre iniziava a dare segni di cedimento: può essere possibile dopo la successione denunciare per l´ammanco dei soldi i sudamericani come lui ha sostenuto 2 anni fa e fare una ricerca giudiziaria per trovarli? E metterli contro mio fratello?

2) Il fatto di poter prendere la residenza dove sono proprietario del 1/6 non è certo possibile perché ci abitano mio fratello, moglie e figlio. E non potrei certo nemmeno pensare di incontrarli visivamente. Allora chiedo: dato che è dal 2001 a tutt´oggi, che sono privo di residenza, può essere possibile acquisire la residenza "d´ufficio", senza dover provare di abitarci?

3) Dal momento che me ne ero andato via dalla famiglia a causa delle vessazioni verbali e fisiche subite giornalmente da mio padre, fratello e parenti sul supposto che per loro non ero figlio biologico. Durante questi anni si sono comportati come se non esistessi e non avessi mai fatto parte della loro famiglia più che altro in maniera comportamentale e non verbale. È possibile chiedere i danni morali come persona offesa, per avere volutamente escluso il mio nome sul manifesto funerario che annunciava la morte di mio padre, dato che in questo modo hanno voluto fare capire al paese dove vivo che non faccio parte della loro famiglia, quindi figlio di padre ignoto?

4) Due diversi avvocati con cui ho interagito mi hanno fatto capire che l´unica cosa che posso monetizzare è per ora il 1/6 di mia proprietà, e forse arrivare a 1/3 dopo la successione se è rimasto ancora qualcosa. Ritengono che hanno fatto le cose molto bene per eludere le leggi, ed è difficile trovare un giudice che va contro un rogito fatto da notaio. E poi riferiscono che il caso è troppo impegnativo per ottenere forse niente di più. E´ davvero così, e mi conviene accontentarmi di quello che è rimasto, piuttosto che spendere abbastanza soldi in spese legali e non ottenere niente di più? O è meglio che mi cerco un altro avvocato più adatto a questi casi?

Anche perché mio fratello in un suo ultimo sms inviatomi due mesi fa dice: avvoltoio di m***a voglio vedere con che faccia ti presenti a pretendere....

In attesa di Vostro riscontro.
Cordiali saluti

 

RISPOSTA



Agire giudizialmente, per far valere i tuoi diritti ereditari ovvero accontentarsi di monetizzare la quota di 1/6 dell'appartamento ?
Non è possibile dare una risposta alla tua domanda, in questo preciso momento, in quanto non conosciamo le disposizioni testamentarie di tua padre. Probabilmente tuo padre non ha previsto nessuna disposizione a tuo favore, nel suo testamento, ledendo il tuo diritto alla quota di legittima. Non conosciamo inoltre, l'entità dell'asse ereditario di tuo padre (ossia il suo patrimonio, al momento della morte).
Se così fosse (in tutta sincerità, penso proprio che tuo padre non abbia previsto la tua quota di legittima !!!), hai diritto di impugnare la successione di tuo padre, per soddisfare il tuo diritto alla quota legittima.
Tale diritto non può infatti essere messo in discussione: nel corso del processo intrapreso per far valere la tua quota di legittima, sottoporrai all'attenzione del giudice, le questioni relative alle false vendite, poste in essere da tuo padre (in realtà sono donazioni) e soprattutto, chiederai delle indagini finanziarie per sapere il nome di colui che ha distratto somme importanti dai depositi a cui tu fai riferimento nelle mail. Citerai come testimoni, i badanti sudamericani. Il giudice, se lo ritiene opportuno, può disporre l'accompagnamento coattivo dei sudamericani, in udienza.
Il processo ereditario deve svolgersi, ad ogni modo (non puoi rinunciare "sic et simpliciter" alla tua quota di legittima). Non avrai nessun costo aggiuntivo, se nel corso del processo ereditario, chiederai al giudice, di autorizzare delle indagini finanziarie, in relazione ai depositi contestati.
Sono perfettamente al corrente che il giudice potrebbe tranquillamente rifiutarsi di autorizzare la indagini sui depositi bancari. In un processo ereditario, non c'è nulla di certo e di prevedibile con assoluta sicurezza tuttavia, come possono i tuoi avvocati, al momento, affermare che non è conveniente citare in giudizio tuo fratello, se non conoscono ancora il contenuto del testamento di tuo padre ???
La mia impressione è che hai tutto da guadagnare, nell'intentare causa a tuo fratello, specialmente se tuo padre ti ha completamente diseredato dal riparto ereditario.

Non vedo altre soluzioni, per tracciare con precisione il percorso che hanno fatto i soldi sottratti dai depositi bancari, al di fuori di un processo ereditario per la reintegrazione della legittima.
Al momento, non è più possibile infatti, presentare querela per appropriazione indebita o per furto (allego i relativi articoli del codice penale); inoltre, non hai la sicurezza che tali soldi siano stati sottratti fraudolentemente. Se presenti un denuncia e non sei poi in grado di dimostrare le tue tesi, rischi seriamente di essere condannato per calunnia (oltre al danno la beffa !!!).

Reato di Appropriazione Indebita (art. 646 del Codice Penale):

"Chiunque, per procurare a se' o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a € 1.032. Se il fatto e' commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata. Si procede d'ufficio se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel n. 11 dell'articolo 61".

Reato di furto (art. 624 del Codice Penale)

"Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé e per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a 526.
Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l'energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. (art. 624 comma 2 c.p.).
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7 e 625".

Fatte queste considerazione, rispondo alle tue domande:

1) Sono scaduti i termini per presentare denuncia/querela, nei confronti di chi ha sottratto il denaro; la questione può essere sollevata all'interno del processo ereditario ed il giudice può autorizzare delle indagini finanziarie (non è obbligato, ha facoltà di farlo). Devi citare i sudamericani come testimoni. Il giudice disporrà l'accompagnamento coattivo in udienza.

2) Per spostare la residenza in un appartamento, devi necessariamente dimorare in esso. La Polizia municipale passerà dall'appartamento, per verificare che sia la tua effettiva dimora, redigendo verbale. Se tuo fratello ti impedisce di abitare nell'appartamento, deve necessariamente acquistare da te, la quota di 1/6 di tua spettanza. In caso di suo rifiuto, devi sollevare la questione nell'ambito del processo ereditario: sarà compito del giudice, condannare tuo fratello, a versare il corrispettivo della quota pari a 1/6 di tua proprietà. (nota bene: il processo ereditario è essenziale per ottenere giustizia. Se nel corso del processo, riuscirai a far invalidare la false vendite ed a rintracciare i prelievi illeciti delle somme depositate, tanto meglio. Nella peggiore delle ipotesi, otterrai il corrispettivo della tua quota di 1/6).

3) Puoi chiedere i danni morali, per le vessazioni che hai subito, ma non per la questione del manifesto. Hai sporto querela, per le ingiurie, le minacce e la diffamazione, poste in essere da tuo fratello. Quandi tuo fratello sarà rinviato a giudizio, ti costituirai parte civile, per chiedere il risarcimento dei danni morali subiti. Al momento non è possibile avanzare tale pretesa, in sede giudiziaria.

4) Ho già risposto in parte alla tua domanda: per monetizzare la tua quota di 1/6 dell'appartamento, dovrai comunque citare in giudizio tuo fratello. Nel corso del processo, solleverai tutte le altre questioni, come la vendita falsa dell'appartamento e la sottrazione del denaro (non sopporterai costi processuali aggiuntivi, per far esaminare queste questioni). Ti consiglio di far predisporre l'atto di citazione, nei confronti di tuo fratello, dopo la pubblicazione del testamento di tuo padre; soltanto in quel momento, avrai una visione completa della tua situazione giuridica.

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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